La crisi avanza ed arriva nelle case di tutti, e con essa avanza anche la protesta in italia delle migliaia di lavoratori, precari, cassintegrati, studenti che la vivono sulla propria pelle. Dai forconi ai pescatori, dagli autotrasporti agli studenti, quel 99% rivendicato da Zuccotti Park sembra iniziare a muoversi, e fa paura. Fa talmente paura alle caste, ai banchieri, ai tecnici, ai ministri piagnoni che per provare a spaventarci e distoglierci da quell’onda di proteste sviluppatesi a macchia di leopardo, ti organizzano una retata mediatica del movimento NO TAV.
I fatti, per i quali sono scattati gli arresti e i fermi,sono quelli del 3 luglio 2011, quando la valle intera si è mobilitata contro quel mostro di sperpero di danaro pubblico che chiamano alta velocità. Ventisei arresti in tutta Italia e quindici fermi usando come paravento la solita minestra riscaldata dei violenti del movimento. Non riusciranno a dividere il movimento in buoni e cattivi, non ci sono riusciti il 14 dicembre, il 15 ottobre e non ci riusciranno adesso. Oggi siamo tutti NOTAV, e come rilanciato dalla “valle che resiste”, tutte le resistenze si uniranno per far capire quanto il giochetto della divisione non funziona più.
Hanno provato a metterci paura reprimendo il cuore di quel ventennale movimento di uomini e donne che viene dalla Val Susa, che difende i beni comuni, la salute e l’ambiente con coraggio e determinazione.
Il movimento No tav non è stato colpito a caso, esso è quello che ha veramente trovato la "ricetta" della lotta che non è solo difesa ma pure ricostruzione. E’ riuscito a tenere insieme una valle intera, e tutti i soggetti che compongono il movimento, seppur distanti nelle pratiche. Ha generato una solidarietà intorno ad esso tale da renderlo davvero un movimento che riguarda l’intera Italia e non solo un pezzo. Rappresenta la battaglia di tutti. Ecco perché hanno colpito il movimento NO TAV.
Hanno usato il movimento NO TAV, provando a delegittimarlo, per colpire l’intero movimento che si oppone alle manovre lacrime e sangue “salva banche”. Ma non è più tempo di avere paura, non possiamo avere più paura, di fronte al saccheggio dei nostri beni, delle nostre vite, del nostro futuro, bisogna reagire. Insieme alla valle che resiste, continueremo a resistere tutt@ ed a contestare ed opporci con i nostri corpi e le nostre idee a questa crisi che non abbiamo generato noi e che abbiamo deciso, finalmente, di non pagare.
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