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USE YOUR FREEDOM TO FREE PALESTINE

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E’ stata chiamata Colonna di nuvole, poi ribattezzata Colonna di “difesa” , l’operazione militare israeliana che ormai da giorni massacra la popolazione palestinese e che ha causato la morte di più di cento persone e centinaia di feriti, la maggior parte civili e bambini. Un bilancio provvisorio al quale si deve sempre, malauguratamente, aggiungere un macabro “al momento”. Un’operazione contro Hamas e le organizzazioni terroristiche che però nella realtà si rivela una mattanza di innocenti. A chiarire le intenzioni di Israele le dichiarazioni di Gilad Sharon, figlio dell’ex primo ministro Ariel Sharon che, al Jerusalem Post, chiede una “soluzione definitiva”, dichiarando che “i residenti di Gaza non sono innocenti, hanno eletto Hamas” e che bisogna “radere al suolo interi quartieri a Gaza. Radere al suolo tutto a Gaza. Gli americani non si sono fermati di fronte a Hiroshima. I giapponesi non si arrendevano abbastanza in fretta: colpirono anche Nagasaki”. Pure atrocità commesse con la scusa di difendersi, compiute sia da chi le porta a termine che da chi le difende e le giustifica, colpevoli nella stessa maniera di negare il fondamentale diritto alla vita. A questo si aggiungono i pesantissimi danni alle infrastrutture civili di Gaza: circa 30 le scuole danneggiate dai bombardamenti, oltre che danni a reti idriche, pozzi e cisterne. Gli ospedali sono sovraffollati e le riserve di medicinali agli sgoccioli. Ma è tutto nella norma, tutto previsto, se si pensa che, nel già citato articolo, Gilad Sharon ha anche detto che “Non ci dovrebbe essere elettricità a Gaza, né gas o veicoli in movimento. Niente”. Insomma, solo un altro modo per difendersi.

Per Israele, gli abitanti della Striscia di Gaza non hanno alcun diritto. Gaza è un enorme prigione, dove quasi due milioni di persone vivono in condizioni disperate, costretti a vivere in un regime di segregazione e discriminazione. Siamo convinti che non si possono chiudere gli occhi su queste continue violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani, anche se avvengono lontano da noi. Disinteressarsi significa essere complici degli oppressori.

Per questo motivo, per protestare contro il genocidio del popolo palestinese per mano di Israele, proponiamo il boicottaggio della sua economia che continua ad essere sostenuta dai governi europei e statunitensi che, nonostante le continue violazioni dei diritti umani da parte dello Stato di Israele, continuano con esso a intessere proficui rapporti commerciali. Contro i crimini nell’occupazione israeliana, il boicottaggio è uno strumento di lotta assolutamente non violento, ma efficace in un mondo dove il mercato è padrone. Invitiamo tutti a non acquistare i prodotti israeliani. Questo è possibile controllando il codice a barre del prodotto, il numero 7 29 all’inizio del codice a barre identifica un prodotto di Israele. 7 29 è un numero che gronda sangue, il sangue di tutti i bambini e gli innocenti massacrati dall’odio di un popolo che sfocia nella più crudele disumanità, colpevoli solo di essere nati in una terra contesa.