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Il trasporto locale è su un binario morto e con esso la politica locale

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Ennesima emergenza trasporti per la città di Benevento. Questa mattina i lavoratori della Metrocampania nordest tronco di Benevento sono entrati in agitazione perché non sono stati erogati regolarmente gli stipendi, ed è a rischio anche la tredicesima mensilità.

In questo periodo di forte crisi, in un mese pieno di scadenze fiscali, la tredicesima mensilità e lo stipendio di dicembre consentono di attraversare le feste e pagare le spese con una maggiore tranquillità, che al momento è negata a questi lavoratori.

Ai tagli delle corse domenicali verso Napoli, si aggiunge un ulteriore tassello allo smantellamento del trasporto pubblico locale. Il diritto alla mobilità è quindi al momento, per le aree interne, un miraggio, o meglio una scommessa da verificare giorno per giorno.

Ci siamo recati presso il presidio ed abbiamo dato la nostra solidarietà e la nostra disponibilità ai lavoratori in agitazione presso la locale stazione Appia nella convinzione che la crisi che ci stanno facendo vivere si può superare solo se, dal basso, le diverse categorie sociali e lavorative si autorganizzano.

Abbiamo potuto constatare la totale assenza della politica locale. Nessuna voce di conforto o di impegno verso questa vertenza si è levata da parte di chi amministra beni e risorse comuni. Invece circa 200 lavoratori, in piena autonomia, hanno deciso di dare vita al presidio per difendere i diritti acquisiti. Questa mancanza di interesse da parte di chi è deputato ed ha le competenze per poter intervenire, anche in maniera fattiva, la dice lunga sui reali interessi di una classe politica che è oramai impegnata solo nella rincorsa alla poltrona per le prossime elezioni, ed è completamente ripiegata su se stessa e del tutto estranea ai reali problemi della popolazione e dei lavoratori.

La crisi dei trasporti pubblici è soprattutto crisi politica e sindacale. La miopia di chi gestisce politicamente un servizio essenziale come quello dei trasporti si palese chiaramente in queste occasioni.

Ci risulta davvero difficile capire quale stratega aziendale abbia deciso di cancellare le corse su ferro la domenica, che vedevano un afflusso di un migliaio di pendolari e studenti da e verso napoli, e sostituirle con corse su gomma, ognuna della quali può trasportare al massimo 55 utenti alla volta, da un’area interna come il sannio che è da sempre bacino del megaateneo napoletano. Un servizio, quindi, che si trova in una situazione di forte criticità. Corse su ferro tagliate ed autolinee stracolme di persone che solo per caso o per fortuna riescono a raggiungere le diverse mete.

E’ solo grazie al forte senso di responsabilità dei lavoratori, siano essi della Eavbus o della Metrocampania nordest, che finora è stato garantito il servizio.

Le politiche per i trasporti basate sul concetto di spostamento delle merci, di alta velocità, al servizio esclusivo delle aree metropolitane, con gli elevatissimi costi di realizzazione, lo scempio sistematico dei territori, producono queste conseguenze e determinano questo tipo di disagi. Le aree interne sono completamente tagliate fuori, isolate, abbandonate a se stesse, mentre i soliti noti lucrano profitti sulla truffa dell’alta velocità sperperando soldi pubblici che sarebbero, invece, una salutare boccata d’ossigeno per i trasporti locali.

Nel frattempo, mentre gli scienziati della mobilità continuano a percepire lauti compensi dirigenziali, i lavoratori vedono a rischio i propri stipendi.

Siamo convinti che, come nel caso dei lavoratori della locale stazione Appia, solo la riappropriazione del diritto allo sciopero possa garantire tutti verso chi invece continua a produrre miseria. La battaglia sulla crisi finanziaria e bancaria non è qualcosa che possiamo e dobbiamo pagare noi ma va rivolta verso chi quotidianamente taglia linearmente, sia esso un tecnico o un politico, diritti che fino ad ora sembravano acquisiti.