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Aumentano il ticket, diminuiscono i diritti

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Arrivano anche gli aumenti per i ticket di Unico Campania, sono entrati in vigore il primo aprile, il giorno di Pasquetta, quando l'afflusso di viaggiatori cresce in maniera esponenziale. Da questo giorno chi prenderà i mezzi delle aziende che aderiscono al consorzio Unico (per esempio quelle dell'Eav, cioè Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest, ma anche l'Anm) dovrà spendere qualche soldo in più: in media l'1,5%. Questa non è altro che l'ennesima manovra tesa ad accrescere un problema, quello dei trasporti, che negli ultimi anni ha visto a fronte di una grave crisi economica, non solo l'aumento dei tiket,ma una lunga serie di tagli ai trasporti pubblici. Manovre che si inseriscono quindi perfettamente nel quadro politico del nostro paese, e quindi delle politiche di austerity, di forte repressione e progressivo smantellamento dei diritti. Solo pochi mesi fa abbiamo assistito alla crisi dell'Eav Bus che copre quasi il 60% del fabbisogno dell'intera regione Campania riducendo centinaia di pendolari a far fronte della diminuzione di corse e talvolta anche all'inesistenza delle stesse. Senza considerare che i numerosi tagli ai trasporti pubblici giocano sicuramente a beneficio dei trasporti ad altà velocità, i quali oltre ad essere più costosi escludono la provincia da qualsiasi discorso sulla mobilità. A fronte di servizi così scadenti, servizi così proposti in uno scenario di austerità, pensiamo che sia inaccettabile l'aumento del biglietto, e ribadiamo a gran voce che questo aumento non lo paghiamo, che lo facessero i dirigenti stessi delle aziende che percepiscono stipendi d'oro si va dai "soli" 73mila euro annui di Giovanni Minervini di Eav ai 185mila di Arturo Borrelli, direttore operativo di Vesuviana. Per un totale di oltre 3,2 milioni di euro, per i 27 super manager delle società del trasporto pubblico. (fonte: http://www.inchiestanapoli.it/articolo/trasporti-campania-ecco-gli-stipendi-dei-magnifici-27 ).

È giunto il momento di dire basta, tagliamo gli stipendi ai super maneger e ridistribuiamo le risorse per migliorare i servizi pubblici. Stiamo pagando, infatti, come cittadini studenti e lavoratori, le scelte scellerate dei governi nazionali e regionali, ma anche le valutazioni aberranti del management aziendali, nonché le irragionevoli decisioni di dirigenti di qualsiasi livello. Solo la capacità di unirci insieme dal basso con la sperimentazione di nuove pratiche di lotte può trasformare i nostri territori e i soggetti che subiscono la crisi, uscire dal ricatto e riconquistare immediatamente reddito e diritti.