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Ecoballe ed Ecopallisti Verso il 16 novembre – STOP BIOCIDIO - #fiumeinpiena

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le ecoballe conformi di toppa infuocata.
Gli Ecopallisti sono quelli che negli ultimi venti anni non hanno perso occasione di speculare sul disastro ambientale che ha trasformato larga parte della ex Campania felix in un territorio invivibile, in cui si muore per tumore ben più che nel resto d'Italia. Nel migliore dei casi colpevolmente silenziosi, questi ecopallisti ben distribuiti ad ogni livello del sistema politico – istituzionale, o impegnati in vacue passerelle all'insegna di un ambientalismo di facciata; non di rado invece collusi e direttamente responsabili di questa tragedia epocale.

Sono quelli che hanno inventato il termine 'ecoballa', per definire un ammasso di rifiuti indifferenziati di cui nessuno conosce il contenuto. Sì, proprio quelle 'ecoballe' che fino a poco tempo fa bruciavano, e sotto la superficie ancora bruciano, alle porte di Benevento, col fumo che si spandeva sulle campagne di Fragneto, sulla valle telesina e sul capoluogo. Sono quelli che si sono affrettati a dirci che in quel fumo non c'era niente di tossico, analisi alla mano, sia chiaro, e che tutto è a posto (allora perché non le bruciamo tutte e risolviamo d'incanto il problema?).

Sono quelli che non perdono occasione di mettere le popolazioni dei territori le une contro le altre, ben consapevoli del vecchio motto 'divide et impera', e ora mentono consapevolmente quando promettono lo spostamento delle balle di Fragneto e vagheggiano di incenerimento ad Acerra o in qualche cementificio. Sono quelli che per anni hanno fomentato il razzismo del 'non vogliamo i rifiuti di Napoli' e non si sono mai neanche lontanamente sognati di avviare una politica di riduzione dei rifiuti, fino ad arrivare al 'Rifiuti Zero'.

Sono quelli che per venti anni hanno campato di quell'emergenza rifiuti che ha sperperato decine e decine di milioni. Ed ora, finita quella pacchia, sono pronti a far partire un altro carrozzone, l' 'emergenza bonifiche', altro fiume di denaro pubblico utile per comprare consenso e, con ogni probabilità, favorire gli amici, che poi saranno gli stessi responsabili dell'inquinamento.

Sono quelli che per anni hanno taciuto sui progetti petroliferi che rischiano di devastare il Sannio, ed una volta costretti dai comitati di cittadini a confrontarsi con la realtà hanno pensato di cavarsela con un paio di delibere dall'efficacia pari a zero e qualche convegno – passerella utile per esibire una contrarietà di facciata. Gli stessi che chiacchieranno assai, ma nulla di concreto fanno su progetti come la centrale a turbogas Luminosa che, se realizzata, spargerebbe i propri fumi tossici sulla città di Benevento.

Sono quelli che oggi ci vengono a parlare di discariche 'autorizzate' e discariche 'abusive', dimostrando nei fatti in quale conto si possa tenere oggi in Italia il concetto di 'legalità'. Andate a vedere la discarica di Sant'Arcangelo Trimonte. Respiratene gli effluvi, andate a guardare con i vostri occhi il piccolo canyon scavato dal torrentello di liquami che ne fuoriesce. Quella discarica è 'autorizzata'. Nonostante sia stata costruita su una frana.

Di questa legalità, e sopratutto di queste passerelle buone solo per accreditarsi nella gestione dei fondi per le bonifiche prossime venturi, non sappiamo che fare. Non saranno gli attori del sistema politico – istituzionale che ha prodotto questo sfascio a portarci al risanamento ed alla salvezza. L'unica via percorribile è quella dell'autorganizzazione, della solidarietà tra comunità, della creazione di comitati di cittadini che pretendano un diverso modello economico, rispettoso dell'ecosistema e capace di assicurare reddito per tutte e tutti gli abitanti del territorio.