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Nota sul 3 dicembre e dintorni: il Palazzo ed il Paese reale.

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Il 3 dicembre a Palazzo Mosti è andata in scena la vera violenza: quella di chi ha approvato una delibera che prevede la vendita dei beni comunali, beni che appartengono al Comune ad all'intera comunità; quella di chi (Sindaco e Giunta, Governo regionale e centrale) esegue politiche scellerate che producono povertà, devastazione sociale ed ambientale, mentre i soliti noti fanno profitti sulla pelle della gente e lor' signori, politici d'apparato e burocrati, signorotti locali ed arrivisti, campano e ridacchiano alle nostre spalle scambiandosi piaceri di ogni tipo, quasi certi dell'impunità (anche se, ogni tanto, qualche incubo lo fanno... ma poi si svegliano e si ricordano che in carcere vanno solo i poveri, morendoci pure dentro perchè non hanno l'amico al ministero). Tristemente arroccati nel Palazzo del potere, dove ogni tanto la magistratura deve pur "fare un giro" notificando avvisi di garanzia per concussione, corruzione, abuso di potere ed altro, questi grigi signori del Partito Democratico già qualche giorno prima del 3 dicembre evocavano uno scenario di disordine. Come se l'avessero previsto. Non l'hanno previsto. Questi signori hanno pianificato la violenza! Sapevano bene che il miglio modo per provocare disordine e relegare il legittimo e sacrosanto conflitto sociale ad una questione di ordine pubblico e di violenza/non violenza era sbarrare il portone di Palazzo Mosti e schierare i reparti della mobile. Ebbene, noi, nonostante avessimo intuito le cupe intenzioni di questi signori, abbiamo deciso di andare lo stesso sotto quel Palazzo, per assediarlo e per far capire che siamo disposti finanche a metter in gioco i nostri corpi nel tentativo di arginare la loro subdolo violenza: sì, subdola, perchè non la manifestano solo chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine; ma, la praticano ogni giorno, dentro quei palazzi vuoti ed ormai senza nessuna legittimità sociale, a colpi di delibere e decreti togliendoci la dignità, rendendoci sempre più precari e ricattabili, coprendo chi ha inquinato per sempre le terre in cui viviamo e, magari, provando a svendere i beni comuni all'affarista di turno che poi, vai a vedere, è pure un prestanome di chissà chi. Andiamo a chiedere al sindaco: perchè chi voleva esprimere il proprio dissenso al programma di vendita del patrimonio comunale è stato fermato sotto Palazzo Mosti? Perchè bisogna (s)vendere questi beni? Chi ha fatto il buco nel bilancio delle casse comunali, che servizi sono stati creati oppure dove sono finiti questi soldi? Infine, rimandiamo ai diversi mittenti il tentativo di ridurre il dissenso sociale che si è espresso nella giornata del 3 dicembre ad una questione di ordine pubblico, di violenza/non violenza, e li invitiamo a stare con la testa e col corpo dentro il paese reale, dentro quell'80% che soffre e vive male, anche perchè intervenendo una tantum soltanto per "condannare", come se fossero giudici, invece di "camminare e domandare", come facciamo noi, li condurrà dritti dritti alla morte politica, sindacale e sociale (anche se, forse, è molto meglio così!). Non ci rappresenta nessuno. Violenti siete voi!