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BASTA INQUINAMENTO! NO AL PETROLIO!

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Decenni di devastazione ambientale, speculazione “emergenziale”, ecoballe, ecomostri e incene - ritori non sono bastati.

L'ennesimo disastro incombe sul nostro territorio: i progetti petroliferi di Delta Energy, che coinvolgono molti comuni del Sannio.

Oggi, curiosamente in chiusura di campagna elettorale, il Consiglio Regionale della Campania delibera all'unanimità una prima opposizione ai progetti petroliferi. Intanto dopo aver taciuto, all'unanimità, rilasciano i primi VIA. Il Pdl locale, invece, sta ancora cercando di capire se questi progetti “servono”. Il punto non è 'se' servono, ma 'a chi' servono. Non servono a chi il territorio lo abita, ma a imprese multinazionali, abituate a saccheggiare, inquinare e devastare i territori ancora relativamente incontaminati dei tanti sud del mondo, dove il petrolio finanzia e alimenta le guerre.

La popolazione deve sapere che l'impatto sull'ambiente, sulla salute e sull'economia, delle tre fasi di esplorazione, estrazione e raffinazione, significa aumento della franosità del territorio, probabile incremento del rischio sismico, inquinamento acustico e luminoso, tumori (l'esperienza della Basi - licata ce lo insegna), deforestazione, altissimo consumo di acqua, deviazione e inquinamento delle falde acquifere.

Altri sono i bisogni, altre le esigenze reali del territorio, a partire dai trasporti locali che da tempo subiscono pesanti tagli: ne fanno le spese pendolari, studenti e lavoratori, anche quelli dello stesso settore che continuano con gravi disagi ad assicurare il servizio. Intanto vengono finanziate grandi opere inutili come il progetto di Alta Capacità Napoli-Bari. Il miliardo e mezzo stanziato in questi giorni per una piccolissima tratta basterebbe per sistemare i collegamenti interprovinciali e regionali.

Noi ci opponiamo a qualsiasi forma di esplorazione preliminare che rappresenterebbe solo la prima fase di un'occupazione de facto del territorio, in nome di interessi economici speculativi, perché rifiutiamo la cultura del petrolio e ne riconosciamo il fallimento e le devastazioni.

Altre sono le ricchezze della terra, e su queste dobbiamo puntare per un modello economico a misura di donna: turismo, agrozootecnìa d'eccellenza, patrimonio storico e culturale.