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Lettera aperta dei migranti di San Giorgio del Sannio:”Basta bugie sui giornali”

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Tutto nasce dall’articolo  ”L’epatite affonda i sogni di Ibrahim”, pubblicato il 10 dicembre 2011 sull’edizione di Benevento de “Il Mattino”, che riporta alcune dichiarazioni del presidente dell’associazione “Amici del Camerun”, Joseph Ayina in merito al decesso di uno dei richiedenti asilo ospiti in una delle strutture di San Giorgio del Sannio. Nell’articolo però, ci sono numerose inesattezze: il povero Ibrahima Fofana (il ragazzo deceduto) non aveva 23, bensì 29 anni. E’ deceduto presso l’ospedale Fatebenefratelli, dove era ricoverato da ormai due settimana, e non al G. Rummo, dove erastato ricoverato in precedenza, e dove gli era stata diagnosticata la sua malattia. Dopo una richiesta di rettifica inviata ieri a “Il Mattino”, da parte dei volontari della “Rete Commons-Uniti per i beni comuni”, che hanno assistito notte e giorno Ibrahima Fofana durante la sua malattia, arriva oggi la lettera aperta dei richiedenti asilo ospitati al Centro Padre Pio di San Giorgio del Sannio. La lettera, tradotta dai volontari della “Rete Commons”, chiarisce ulteriormente la vicenda:

“Mi chiamo Ebrima Sanyang e scrivo a nome dei richiedenti asilo ospitati nel centro Padre Pio di San Giorgio del Sannio. Vogliamo replicare agli articoli nei quali un certo Joseph Ayina dichiara che ci sta aiutando in molte occasioni, il che è del tutto falso. Nel nostro centro il sig. Ayina è venuto solo una volta per una breve visita, che non abbiamo apprezzato, e perciò se ne andò. Questo è accaduto a settembre. Siamo sorpresi dall’apprendere che sono stati pubblicati alcuni articoli riguardanti l’assistenza che egli ci offre, noi a stento lo conosciamo, non sappiamo che tipo di associazione ha, pensiamo solo che sta facendo scrivere queste cose per un proprio tornaconto e non per noi. Perciò intendiamo smentire le bugie del sig. Ayina.

Noi riceviamo assistenza da un gruppo di italiani che consideriamo amici. Questi amici ci aiutano in vari modi, a partire da vestiti, scarpe, carte telefoniche, cibo e lezioni di italiano. Siamo molto felici di loro, della loro generosità e gentilezza, ma nel caso di Joseph Ayina quello che ha detto non corrisponde al vero, nessuno dovrebbe dargli ascolto o leggere i suoi articoli.

Nel nostro centro a San Giorgio lo abbiamo chiamato diverse volte per farlo venire e chiedergli di smetterla di andare sui giornali, ma stiamo ancora aspettando che venga e ci risponda, sebbene non crediamo verrà.

Infine, la morte di Ibrahima Fofana, dell’altro centro di accoglienza. Quel ragazzo è stato sempre e soltanto con i nostri amici italiani, che l’hanno assistito fino alla morte e se ne sono occupati anche dopo, fino a quando la protezione civile è arrivata e ha preso in mano la situazione. Joseph Ayina mente, non ha fatto niente durante la malattia del ragazzo, fino alla sua morte.

Noi vorremmo che lui e la sua organizzazione venissero al nostro centro e ci spiegassero in che modo ci stanno aiutando, se è possibile. Siamo stanchi di sentire bugie sui giornali, dovrebbe rispondere alle nostre chiamate per darci delle spiegazioni.

Vogliamo ringraziare, infine, gli amici che quotidianamente e senza interesse sono con noi.”

Per i richiedenti asilo del Centro Padre Pio,

Ebrima Sanyang

[tratto da magmazone.it]