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LA FABBRICA DEI "CLANDESTINI". Conferenza stampa su un anno di permanenza nel Sannio dei rifugiati della guerra libica.

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IMMIGRATI-LAMPEDUSA11
A maggio del 2011 sono giunti in provincia di Benevento oltre 150 profughi della guerra libica, le cui domande di asilo sul territorio italiano sono state respinte in blocco dalla Commissione territoriale di Caserta. Insieme a loro sono sbarcati sulle nostre coste altri 22.000 migranti, nati prevalentemente nell’Africa subsahariana e costretti a fuggire dalla Libia a causa di una guerra scatenata e condotta anche dall’Italia.
I dinieghi pressoché generalizzati delle domande di asilo dimostrano che la politica italiana, anche su questo aspetto particolare dell'immigrazione, corrisponde all' ispirazione razzista di tutta la legislazione degli ultimi anni. Le politiche migratorie del nostro Paese individuano nel migrante un pericolo o, tutt'al più, un peso da sopportare, fingendo di ignorare il contributo decisivo che i lavoratori immigrati apportano alla nostra economia e creando ad hoc clandestinità e lavoro a nero, in modo da avere a disposizione manodopera sottopagata e priva di ogni diritto per tutti i lavori che gli italiani non hanno più voglia di fare.
Si immagini cosa sarebbero la società e l’economia italiana senza tutti i prodotti agricoli (pomodori, olive, arance, uva, fragole, ecc.) raccolti dai migranti per una paga irrisoria; senza le donne dell’Europa orientale che si prendono cura degli anziani; senza la manodopera straniera nel settore delle costruzioni; senza la consistente percentuale del PIL (oltre l’11% secondo l’ISTAT) prodotta dagli immigrati (che sono solo il 7,5% della popolazione); senza gli 11 miliardi di euro versati annualmente dai migranti nelle casse dello Stato sotto forma di contributi previdenziali.
La Rete Commons - Uniti per i Beni Comuni accompagna sin dal loro arrivo i richiedenti asilo ospitati nelle province di Benevento e Avellino e intende denunciare con decisione la miopia ed il razzismo delle attuali politiche. Associandosi ad iniziative nazionali, la Rete Commons chiede che ai rifugiati «libici» sia rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

NELL’OCCASIONE SARANNO PRESENTATI NUMEROSI DOCUMENTI CIRCA LA SITUAZIONE GIURIDICA DEI RICHIEDENTI E LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI ASILO.