NON ABBIAMO NULLA DA CELEBRARE SOLIDARIETA’ ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO

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SABATO 2 GIUGNO – dalle h. 9.00 alle h. 13.00 – PRESIDIO Piazza Matteotti (S. Sofia).

Buttare via soldi pubblici in parate militari ed armamenti per nuove guerre è il modo peggiore per festeggiare la nascita della Repubblica Italiana, sorta dalla Resistenza attiva di centinaia di migliaia di donne e uomini, nonché pensiamo sia un insulto all’intelligenza dell’uomo.

Annullare le celebrazioni del 2 giugno e destinare i soldi necessari a metter su questo evento alle popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto doveva essere un passaggio obbligato per il Governo Monti.

Ma così non è stato!

L’Italia, l’Europa tutta, è nel pieno di una crisi economico-finanziaria senza precedenti, che ha già portato alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro ed all’aumento della precarietà, che ormai è divenuta una condizione di esistenza. In questo scenario di recessione e depressione generale non possiamo accettare che il Governo Monti (in continuità con tutti Governi che l’hanno preceduto) continui a stipulare contratti milionari per l’acquisto di veicoli e tecnologie belliche.

E sembra quasi che questo scenario sia destinato a peggiorare ulteriormente: l’intervento militare in Siria sembra imminente.

ORA BASTA!

Il 2 giugno siamo in Piazza Matteotti per rimarcare con forza e determinazione che Austerità e Guerre non fanno altro che peggiorare le condizioni di vita, creando enormi sacche di povertà.

Il 2 Giugno siamo in Piazza Matteotti perché riteniamo sia centrale affrontare la questione della riduzione drastica delle spese militari (che nel 2011 ammontavano a circa 20,5 miliardi di euro, escluso l’acquisto dei famigerati F35): dobbiamo pretendere che i soldi pubblici così risparmiati siano destinati, nell’immediato, ad affrontare le emergenze del terremoto ed, in generale, ad interventi di ridistribuzione del reddito (Monti, invece, vuole ridistribuire solo il debito!).

Invitiamo tutti/e a partecipare ed ad arricchire la riflessione, in un momento storico in cui la solidarietà non dovrebbe essere soltanto una parola, ma dovrebbe concretizzarsi in un’azione collettiva e di massa capace di tracciare nuovi orizzonti e di intersecare percorsi di lotta sociale, bisogni e desideri, e tutte quelle esperienze di democrazia partecipativa ed autorganizzazione che ogni giorno ci fanno capire come, in realtà, il senso di impotenza diffusa possa trasformarsi in potere costituente e in istituzioni cittadine per la difesa dei beni comuni. Massimo rispetto per il Corpo dei Vigili del Fuoco impegnato a scavare fra le macerie dell'Emilia (così come dell'Abruzzo).