Dibattito/reading/presentazione "Racconti erotici per ragazze sole o male accompagnate"

slavina
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»Dibattito/reading/presentazione "Racconti erotici per ragazze sole o male accompagnate"

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La piaga culturale, sociale e politica dei vent'anni circa di berlusconismo è terminata solo da un punto di vista strettamente cronologico: ci sono eredità pesantii con cui anche nei discorsi di movimento non abbiamo ancora fatto i conti. Una di queste è senza dubbio la cancellazione di anni e anni di femminismo e di discorsi intorno alla sessualità in generale e a quella femminile nello specifico.

Con quello che è stato definito dai media "Rubygate" si è prodotto pressochè lo stesso frame narrativo che si ebbe in Inghilterra al passaggio tra il regno di Enrico VIII e il regime puritano: non si è fatto altro che passare da una forma di schiavitù del corpo all'altra.

Se da un lato, infatti, si proponeva un discorso politico, mediatico e culturale di mercificazione della sessualità, dall'altro, piuttosto che rispondere con una riappropriazione cosciente dei discorsi e delle pratiche intorno al sesso, si è scelta la strada della repressione, della vittimizzazione e della ipermoralizzazione.

In questo contesto appare quanto mai necessario riaprire il dialogo sul potenziale sovversivo che il tema della sessualità ha sempre avuto nei movimenti controculturali e da qui avviare un percorso di riappropriazione.

A questo scopo è funzionalizzato l'incontro con l'autrice del libro "Racconti erotici per ragazze sole e male accompagnate": nata a Roma come Silvia Corti nel 1977, diventa Slavina nel giro di un pugno di anni, quando inizia a girare il mondo, a lavorare come doppiatrice di film pornografici e a propagandare un modo diverso di guardare al corpo e alla sessualità delle donne. Attualmente vive a Barcellona, dove continua a demistificare la parola "amore" con ogni mezzo possibile, compreso un blog al tempo stesso popolare e sovversivo: malapecora.noblogs.org

Oggi lei si definisce un'attivista, una femminista, una che "non usa la parola puttana come un insulto e prova sincera pena per chi lo fa". Parla di politica, perché nell'Italia di oggi il suo percorso è più una pratica di lotta che un modo di fare dell'arte. E si espone, personalmente, senza averne paura «Una donna che parla di sesso e che si espone su questi argomenti diventa automaticamente una donna pubblica, scontrandosi con tutti i pregiudizi moralisti che questo tipo di popolarità comporta. Il mio approccio al porno è politico e la tensione ideale mi dà il coraggio di fare quello che forse, per pura ambizione, non sarei riuscita a prendermi la responsabilità di fare».

(l'ultima parte è tratta da qui: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/slavina-il-porno-e-politico/2186940)

il blog di Slavina https://malapecora.noblogs.org/