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GIOVEDI 9 LUGLIO ORE 11: 00 PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI BENEVENTO - CORSO GARIBALDI
Gli arresti di ieri rientrano nella strategia di una parte della magistratura di criminalizzare e colpire il dissenso sociale nel nostro paese, di colpire il movimento dell'onda che nei mesi scorsi ha messo in campo una grande mobilitazione contro la riforma dei tagli di Gelmini e del governo Berlusconi. Un film già visto, arresti ad orologeria che avvengono all'inizio delle contestazioni ai grandi della terra che a differenza delle passerelle degli anni scorsi questa volta dovranno gestire il summit della crisi, giustificare le crepe di un sistema al collasso e nello stesso tempo assumere le decisioni che riguardano le strategie repressive da mettere in campo nei prossimi mesi dinanzi all'acuirsi della crisi e dei suoi effetti devastanti sulla pelle di migliaia e migliaia di persone. Arresti ad orologeria che mirano ad alimentare un clima di tensione che possa distogliere l'attenzione dalle questioni cruciali che riguardano il vertice dell'Aquila, che consentano al governo Berlusconi di rifuggire dalle proprie responsabilità a cui viene richiamato orami da mesi dai cittadini aquilani e abruzzesi che rivendicano trasparenza, verità e giustizia che rivendicano ricostruzione per i cittadini e non speculazione per i profitti. Arresti pilotati dal procuratore Caselli e da un disegno reazionario che mira a dividere il movimento dell'onda in buoni e cattivi; ritorna la retorica dei violenti e dei non violenti con la quale tentano di ridurre ancora di più gli spazi di libertà e di agibilità per chi legittimamente contesta gli effetti devastanti della crisi del capitalismo neoliberista. In piazza a Torino c'eravamo tutti e ci siamo difesi legittimamente in una città militarizzata per difendere i tanti ministri che pensavano di decidere del futuro del sistema della ricerca e dell'università in maniera indisturbata, che pensavano di decidere del futuro di miglia e migliaia di studenti senza interpellare quest'ultimi. Gli arresti di ieri, che appaiono sproporzionati ed inutili in relazione al reato contestato, non colpiscono una sola parte, ma colpiscono tutti noi, se pensano di dividerci si sbagliano di grosso, se pensano di intimidirci falliranno anche questa volta! Solidarietà e sostegno attivo per i 21, Egidio libero! Liberi tutti!
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