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Aiutateci a non lasciare Gaza da sola

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NEWS 77738Mercoledì, 14 Novembre 2012

Alle 15.35 di oggi Gaza è stata scossa da molteplici attacchi militari israeliani lanciati da droni, elicotteri apaches, caccia F16 e navi militari. Una delle prime persone uccise è stata Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell'ala militare di Hamas. Le fazioni palestinesi hanno giurato vendetta e i militanti hanno sparato dozzine di razzi verso Israele. Dopo il primo attacco, le forze aree israeliane hanno condotto più di 50 bombardamenti su tutta la Striscia di Gaza che hanno causato almeno 8 morti, compresi 2 bambini e un neonato. Il Ministro della Salute ha inoltre dichiarato che più di 90 persone sono state ferite.

Cresce il timore che Israele possa lanciare un'offensiva di terra su larga scala, paura alimentata dal lancio di volantini nel Nord della Striscia da parte dell'esercito israeliano che annunciavano un'imminente invasione via terra dell'area.

Israele ha lanciato l'operazione denominata "Pillar of Defence" questo pomeriggio con l'uccisione mirata di Al Jabari la cui macchina è stata bombardata nell'area di Thalatin a Est di Gaza City. Mohammad Al-Hams, la guardia del corpo di Al Jabari che viaggiava con lui in macchina è rimasto gravemente ferito ed è morto poco dopo in ospedale. In seguito a questo attacco, una serie di bombardamenti è stata lanciata in tutta la Striscia di Gaza, colpendo aree abitate a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza'a, al Bureij.

Le navi da guerra israeliane sono entrate nel mare di Gaza e si sono posizionate vicino alla costa, sparando verso terra. Verso le ore 20, le forze navali israeliane hanno sparato tra i 12 e i 15 colpi di artiglieria verso la base navale di Hamas a nord ovest del campo rifugiati di Shati a Gaza City. Si moltiplicano le ipotesi secondo cui l'offensiva si prolungherà per diversi giorni e il Primo Ministro israeliano ha dichiarato che è pronto a espandere l'operazione. In una conferenza stampa tenuta oggi il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato: "le provocazioni che abbiamo subito e il lancio dei razzi verso gli insediamenti nel sud di Israele ci hanno costretto a intraprendere quest'azione. Voglio che sia chiaro che i cittadini israeliani non ne subiranno le conseguenze. L'obiettivo è di fermare i razzi e danneggiare l'organizzazione di Hamas". Nonostante ciò, la maggior parte delle vittime di questo attacco sono state civili. La popolazione di Gaza si è rifugiata nelle case e il personale della maggior parte delle organizzazioni internazionali è sotto coprifuoco.

Gli ospedali di tutta la Striscia sono stati invasi dalle vittime degli attacchi. Nella conferenza stampa tenuta di fronte all'ospedale Al Shifa, il Dr Mafed El Makha El Makhalalaty, Ministro della Salute, ha spiegato che gli ospedali soffrono delle carenze causate dalla prolungata chiusura della Striscia di Gaza e dal crescente numero di attacchi avvenuti nelle ultime settimane, in cui molti bambini sono stati uccisi. Gli attacchi di oggi hanno lasciato gli ospedali privi di medicine e forniture mediche. Inoltre, ha sollecitato un intervento immediato da parte della comunità internazionale per fermare il massacro.

La stampa araba riporta che gli ospedali nel Sinai sono stati posti in stato di allerta per affrontare l'emergenza e ricevere i feriti di Gaza.

La popolazione terrorizzata di Gaza sta subendo i continui attacchi di droni, bombardamenti, fuoco navale di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata. Rimane imprigionata all'interno della Striscia di Gaza e costituisce un facile obiettivo nella guerra controllata a distanza.

Ci rivolgiamo alle persone di coscienza in tutto il mondo perché si oppongano a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi.

La comunità internazionale deve intervenire con urgenza per fermare questi violenti attacchi.

Per maggiori informazioni, contattare:

Adie Mormech +972(0)592280943

Gisela Schmidt Martin +972(0)592778020 blipfoto.com/GiselaClaire

Joe Catron +972(0)595594326

Julie Webb-Pullman +972(0)595419421 todayingaza.wordpress.com

Lydia de Leeuw +972(0)597478455 asecondglance.wordpress.com

Meri +972(0)598563299

Adriana +972(0)597241318

Siamo un gruppo di internazionali che vivono nella Striscia di Gaza e lavorano negli ambiti del giornalismo, dei diritti umani, dell'educazione, dell'agricoltura. Cerchiamo di difendere e promuovere i diritti della popolazione civile palestinese di fronte all'occupazione israeliana e alle operazioni militari. Oltre ad essere noi stessi testimoni oculari, raccogliamo informazioni dalle nostre reti personali in tutta la Striscia di Gaza, dai media locali, dal personale medico e dalle ONG internazionali presenti a Gaza.

Verifichiamo ciò che divulghiamo e speriamo che i nostri resoconti possano contribuire a rendere più accurata la copertura mediatica della situazione di Gaza.

Verso Piombo Fuso 2: clima da attacco imminente a Gaza

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gaza2di Michele Giorgio Gerusalemme, 13 novembre 2012, Nena News - "Stiamo monitorando da vicino quanto sta succedendo e risponderemo in maniera appropriata...Nessuno dei nostri governi (in Occidente, ndr) accetterebbe una situazione del genere e nemmeno noi la accettiamo. Io non sono disposto ad accettarla". Così il premier israeliano Netanyahu ieri a Ashkelon si è rivolto a decine di ambasciatori stranieri, tra cui quello italiano. "Il mondo - ha aggiunto - deve comprendere che Israele ha il diritto ed il dovere di difendere i propri cittadini..Non staremo con le mani in mano".

Si respira lo stesso clima da attacco imminente di dicembre 2008. E' un'aria pesante, di guerra, di «Piombo fuso 2». Le principali reti televisive israeliane ieri hanno trasmesso ore di diretta da Sderot e altre città del sud del paese dove cadono i razzi palestinesi. Un canale ha spiegato che Israele ha varie opzioni: attaccare via terra in modo «limitato»; distruggere le sedi dei ministeri del governo di Hamas o colpire le case dei dirigenti del movimento islamico; interrompere totalmente la fornitura di servizi, a partire dall'elettricità.

I politici, dalla destra ai laburisti, ripetono e spiegano in coro che «ormai» non resta che attaccare. Israele prepara il mondo alla guerra «inevitabile» mentre il governo dell'Anp a Ramallah tace, come se il milione e 600mila abitanti di Gaza non fossero palestinesi, persone, ma solo dei sudditi docili e obbedienti del governo rivale di Hamas.

Qualcuno ha ironicamente scritto che la campagna per le legislative israeliane è cominciata sabato scorso a Gaza. Netanyahu però non ha bisogno di un conflitto a Gaza per vincere le elezioni. I sondaggi sono tutti dalla sua parte. Piuttosto una nuova «Piombo fuso» finirebbe per generare tensione in tutta la regione, aprendo la strada ad altri conflitti e creando forse le condizioni per il raid israeliano contro le centrali atomiche iraniane.

Il premier israeliano lascia intende che l'attacco a Tehran ci sarà, prima o poi, perchè è inevitabile, proprio come l'attacco a Gaza.

Il fuoco aperto, anche ieri, in direzione della Siria, dall'artiglieria israeliana in risposta alla caduta nel Golan (che, peraltro, è territorio siriano occupato) di colpi partiti dall'altra parte delle linee d'armistizio, offrono un esempio concreto di come rischiano di moltiplicarsi gli scenari di conflitto. Nena News

tratto da nena-news

Ramazzotti, membro della Estelle, denuncia Netanyahu, Peres e Barak per rapina, violenza e sequestro

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estelleRoma, 25 ottobre 2012, Nena News - Sequestro, rapina e violenza privata. Questi i reati di cui Marco Ramazzotti Stockel, attivista italiano a bordo della Estelle, accusa i vertici delle autorità israeliane. Il veliero della terza missione della Freedom Flotilla è stato abbordato dalla Marina israeliana in acque internazionali sabato scorso e condotto nel porto di Ashdod.

I 35 passeggeri sono stati arrestati con l'accusa di ingresso illegale in Israele. Marco è stato l'unico ad essere rilasciato e rimpatriato il giorno seguente. L'equipaggio della Estelle, diretta a Gaza nell'obiettivo di rompere il blocco navale unilateralmente imposto da Tel Aviv, ha raccontato di violenze da parte dei soldati israeliani che hanno utilizzato pistole Taser, considerate illegali in molti Paesi del mondo.

Di seguito la denuncia che il Legal Team Italia, avvocati di Ramazzotti Stockel, hanno depositato ieri alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA

ATTO DI DENUNCIA

Il sottoscritto Ramazzotti Marco, nato a Roma il 17/9/1947, ivi residente, difeso dagli Avvocati Gilberto Pagani del Foro di Milano e Simonetta Crisci del Foro di Roma, elett. Dom. nello studio della seconda inRoma Via Carlo Mirabello n. 23 come da nomina che si allega

ESPONE QUANTO SEGUE:

1) Il sottoscritto ha fatto parte della missione umanitaria "Freedom Flotilla 3" che è stata condotta dal veliero "Estelle", partita da Napoli il 6/10/2012, con l'obiettivo di raggiungere Gaza.

2) L'obiettivo umanitario della missione era di rompere il blocco navale che da anni lo stato di Israele sta attuando nei confronti del suddetto territorio. Il carico della nave era costituito da beni di consumo e di prima necessità, con lo scopo di rifornire la popolazione di tali generi indispensabili alla sopravvivenza della popolazione ed il cui approvvigionamento è reso particolarmente difficile, se non impossibile, dal blocco navale e terrestre attuato dalla stato di Israele.

3) In data 20/10/2012 intorno alle ore 10,30 ora locale la nave Estelle è stata circondata da 6 imbarcazioni da guerra della Marina israeliana, abbordata ed assalita.

4) Nessuno dei presenti ha opposto resistenza; nonostante ciò l'equipaggio ed i passeggeri, tra cui il sottoscritto, sono stati immobilizzati, alcuni ammanettati; contro alcuni di loro sono stati compiuti atti di violenza, anche con l'utilizzo di pistole elettriche "taser".

5) I militari israeliani che hanno condotto l'operazione hanno sottratto al sottoscritto i seguenti beni, che non sono stati restituiti: 1 telefono cellulare, 1 telefono satellitare, una busta contenente la somma di E. 75,00 in contanti, appunti relativi al viaggio in corso, alcune fotografie formato tessera, alcuni documenti sanitari relativi a vaccinazioni, di estrema importanza in quanto lo scrivente per lavoro viaggia spesso all'estero, in luoghi in cui tali vaccinazioni sono fortemente consigliate.

6) La nave è stata obbligata a dirigere verso il porto israeliano di Ashdod; tutti i componenti dell'equipaggio ed i passeggeri sono stati arrestati e condotti negli uffici di polizia; il sottoscritto è stato rilasciato senza che nei suoi confronti venisse elevata alcuna accusa e in data 21/10/2012, con l'assistenza delle autorità diplomatiche italiane, ha potuto imbarcarsi su di un aereo diretto a Fiumicino, ove è arrivato nella stessa mattinata.

7) La nave "Estelle" è stata abbordata ed assalita mentre si trovava in acque internazionali, a circa 30 miglia dalle coste egiziane.

DIRITTO

I fatti qui denunciati costituiscono reato ai sensi della legge penale italiana, in particolare:

a) sequestro di persona

b) violenza privata

c) rapina

d) impossessamento di nave (reato p.e p. dall'art. 3 L. n. 422/1989)

I fatti sono avvenuti in acque internazionali; i reati sono pertanto avvenuti all'estero e la loro punibilità è prevista dagli art. 7, 8, 10 c.p. Anche il reato p. e p. dall'art. 3 L. 422/89 è punibile ai sensi dell'art. 4 lett. c) della stessa legge, secondo cui è punito lo straniero che commette all'estero uno dei reati previsti dall'articolo 3 se nel commetterli minaccia un cittadino o lo priva della libertà personale o lo uccide o gli cagiona lesioni personali.

Dalle circostanze di fatto come sopra riferite, che del resto sono state rese note da un grandissimo numero di articoli di stampa e da numerosi video pubblicati in internet, e potranno essere confermate con l'attività di indagine, riteniamo non vi siano dubbi sulla commissione dei reati medesimi. Di per sé non è revocabile in dubbio che tali azioni costituiscano reato.

Gli atti criminosi sono stati commessi da appartenenti alla Marina Militare e alle Forze Armate dello Stato di Israele.

Tale circostanza, lungi dal poter costituire causa di giustificazione, rappresenta al contrario la migliore dimostrazione dell'antigiuridicità dei fatti medesimi, in quanto commessi all'interno di una più vasta azione di violazione delle normative internazionali in materia di crimini di guerra e di crimini contro l'umanità e anche di violazione dei deliberati della Nazioni Unite.

La situazione in cui vive la popolazione della Striscia di Gaza è stata descritta nel c.d. "Rapporto Goldstone" (commissione incaricata di indagare le violazioni dei diritti umani commesse a Gaza prima e dopo le operazioni militari condotte a Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009) approvato dall'Assemblea Generale dell'ONU con Risoluzione n. 64/10 del 5/11/09,. In tale rapporto, tra le altre cose, è scritto:

74. Le condizioni di vita a Gaza che risultano dalle azioni deliberate delle forze israeliane e dalle politiche dichiarate del Governo di Israele - come sono state presentate dai suoi autorizzati e legittimi rappresentanti - riguardo alla Striscia di Gaza - prima, durante e dopo le operazioni militari - vanno a indicare l'intenzione di infliggere punizioni collettive alla popolazione di Gaza in violazione del diritto umanitario internazionale.

75. Infine, la Missione ha considerato la possibilità che la serie di atti che hanno privato la popolazione della Striscia di Gaza dei suoi mezzi di sostentamento, lavoro, case e acqua, le azioni che negano la libertà di movimento e il diritto ad entrare e uscire dal proprio paese, le azioni che limitano l'accesso alle corti di giustizia e ai mezzi di ricorso legale, potrebbero essere considerate come persecuzione, un crimine contro l'umanità.

Il complesso delle norme internazionali applicabili alla situazione della Striscia di Gaza può essere così sintetizzato:

1) La Striscia di Gaza e la sua popolazione sono sottoposti alla protezione della IV Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra che comporta l'obbligo dello Stato occupante (Israele), di garantire alla popolazione civile l'accesso a cibo, medicine e ad ogni genere di assistenza umanitaria;

2) Il blocco della Striscia di Gaza costituisce una violazione della IV Convenzione di Ginevra e dei relativi Protocolli Addizionali.

3) Il blocco della Striscia di Gaza, oltre a costituire un crimine contro l'umanità (art. 7 c. 1 lett. K Statuto Corte Penale Internazionale: causare gravi sofferenze ai danni della salute fisica e mentale delle popolazioni civili), costituisce a tutti gli effetti un crimine di guerra, essendo tale blocco posto in essere nel contesto di un conflitto armato internazionale (art. 8, c.2 lett. A, iii : cagionare gravi danni alla salute fisica e mentale; art. 8, c. 2, lett. B, i: dirigere attacchi contro la popolazione civile; art. 8, c. 2, lett. B, xxv: affamare i civili come metodo di guerra), in violazione del principio di distinzione (consacrato dai Protocolli aggiuntivi alla IV Convenzione di Ginevra).

4) L'attacco alla Estelle, il sequestro, la detenzione di equipaggio e passeggeri, è chiaramente e deliberatamente finalizzato a garantire la continuazione del blocco della Striscia di Gaza, e costituisce dunque momento attuativo di un più complesso ed esteso crimine di guerra (o contro l'umanità).

Inoltre:

-L'attacco alla Estelle costituisce una violazione del diritto internazionale della navigazione in Alto Mare (Convenzione di Montego Bay (art. 87, 88, 89).

-Il sequestro e la detenzione dei passeggeri della Estelle, nonché il sequestro della nave e del suo carico, costituisce un crimine di guerra o un crimine contro l'umanità.

-L'abbordaggio della nave e il sequestro dei passeggeri impegnati nella missione umanitaria costituisce un crimine di guerra (art. 8 c. 2, lett. B, iii Statuto CPI), nonché una violazione del diritto internazionale umanitario (art. 23, 30, 55, 59, della IV Convenzione di Ginevra, art. 69 e 70 Primo Prot. Addizionale IV Conv. ed art. 18 Secondo prot. Addizionale).

Trattandosi di crimini contro l'umanità e crimini di guerra sussiste, al di là dell'applicazione degli artt. 7-11 c.p., giurisdizione universale, come ritenuto dalla Suprema Corte e in particolare da Cassazione Prima Sezione Penale n. 31171 del 24 luglio 2008.

Pertanto, tutto ciò premesso

FA ESPOSTO DI QUANTO SOPRA

chiedendo che proceda per i reati di sequestro di persona , violenza privata, rapina, impossessamento di nave (reato p.e p. dall'art. 3 L. n. 422/1989) o per altri reati che verranno ravvisati.

CHIEDE

vengano disposte indagini al fine di pervenire all'identificazione dei colpevoli, tra cui ufficiali e marinai delle unità che hanno condotto l'operazione, indicando comunque le seguenti persone, nella loro qualità di massimi responsabili dello stato di Israele, che hanno ordinato l'azione e la commissione dei reati di cui al presente esposto: Shimon PERES (presidente dello Stato di Israele), Benjamin NETANYAHU (primo Ministro), Ehud BARAK (ministro della Difesa), Avigdor LİEBERMAN(ministro degli Esteri), Benny GANTZ (Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate), Ram ROTHBERG (comandante della Marina).

CHIEDE

infine di essere prontamente informato in caso venga richiesta l'archiviazione in riferimento al procedimento di cui all'oggetto.

Roma, Ottobre 2012

Marco Ramazzotti

tratto da nena-news

Estelle, Israele inizia a minacciare per fermare la nave

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estelleTanto più la nave si avvicina, tanto più le minacce di Israele si fanno sentire. A distanza di circa tre mesi dalla partenza della nave Estelle in direzione Gaza per portare aiuti e beni necessari alla popolazione tentando di rompere il blocco marittimo sulle coste della Striscia, Israele -come di consueto- inizia con le intimidazioni. L'avvertimento è chiaro: appena la nave tenterà di violare il blocco, Israele interverrà con la forza, compromettendo le sicurezza delle persone a bordo. Purtroppo un copione già visto. In questo momento la nave si trova a Creta. Già lo scorso anno, la Freedom Flotilla 2 fu bloccata nei porti greci dalle autorità conniventi che impedirono alle navi di salpare dopo le forti pressioni israeliane. E come dimenticare ancora il primo tentativo della Freedom Flotilla, quando le minacce si trasformarono in proiettili sparati sulla nave turca Mavi Marmara, uccidendo nove attivisti che si trovavano a bordo. Freedom Flotilla 2 fu bloccata nei porti greci dalle autorità conniventi che impedirono alle navi di salpare dopo le forti pressioni israeliane.Tuttavia, i 17 attivisti sulla nave -che dal Mare del Nord ha attraversato l'oceano atlantico fino al mediterraneo, e che giusto 9 giorni fa è salpata dal porto di Napoli- non sono intenzionati a desistere. Questa volta però, le minacce di Israele non sono solo indirizzate all'equipaggio della nave, ma anche al Ministero degli Esteri finlandese poiché il veliero è di proprietà dell'associazione svedese “Ship to Gaza”. Evidentemente Israele non riesce a digerire che, dopo ripetuti avvertimenti e pressioni indirizzati nelle scorse settimane a diversi governi europei, la nave continui a navigare imperterrita verso il suo obiettivo. Probabilmente spera di spaventare efficacemente per raggiungere il suo scopo e se può sperare in questo solo a livello istituzionale (il Ministero degli Esteri finlandese e le autorità hanno già informato che non aiuteranno in nessun modo i membri dell'equipaggio) non avrà la stessa risposta accondiscendente da parte degli attivisti a bordo

Per seguire la estelle http://marinetraffic.com/ais/it/default.aspx?oldmmsi=230314000&zoom=10&olddate=lastknown

tratto da Infoaut.org

La Estelle è a Napoli. Minacce da Tel Aviv

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NEWS 68424di Emma Mancini

Roma, 04 ottobre 2012, Nena News - l'Estelle sbarca a Napoli. Il viaggio della nave diretta verso Gaza è partito lo scorso 25 giugno dalla Svezia e oggi fa scalo nel capoluogo campano, al Molo Beverello.

L'Estelle, veliero acquistato dall'associazione svedese "Ship to Gaza" - ideatrice della Freedom Flotilla - è la nave della terza missione, del terzo tentativo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese rompendo il blocco che Israele ha imposto sul mare della Striscia. In viaggio da tre mesi, la nave ha attraversato il Mare del Nord, l'Atlantico e ora naviga nel Mediterraneo.

Come per le edizioni precedenti, anche la missione 2012 è diventata il target del governo israeliano e delle minacce dei suoi ministri. Il Ministero degli Esteri di Tel Aviv sta facendo pressioni sui Paesi europei perché non permettano che la Estelle salpi alla volta di Gaza: "È sempre la stessa storia - ha detto la portavoce del Ministero, Ilana Stein - Gli organizzatori sanno che non saranno autorizzati a raggiungere Gaza, ma ci provano lo stesso per fare rumore".

Da qualche giorno piovono minacce sulla nuova Freedom Flotilla: dopo l'assalto militare alla Mavi Marmara del 2010 (che portò all'uccisione di nove attivisti turchi) e i boicottaggi e le censure del 2011 (le autorità portuali greche bloccarono il convoglio nei propri porti), il Ministero degli Esteri ripete il ritornello: la Marina israeliana non permetterà alla nave di raggiungere il porto di Gaza City. Per farlo, ha contattato i governi dei Paesi di appartenenza degli attivisti coinvolti perché non li autorizzino a salpare.

Ma nonostante tali pressioni, in Italia l'Estelle ha passato tutti i controlli del caso: due giorni fa la nave è stata sottoposta a lunghe ispezioni tecniche nel porto di La Spezia, controlli approfonditi e mai subiti da alcuna nave in partenza. Ad accogliere la Estelle in Liguria c'erano decine di cittadini, studenti, insegnanti, sindaci e partigiani.

A bordo della nave ci sono 17 attivisti, per lo più di nazionalità svedese, che portano con loro aiuti umanitari e materiale per il progetto "Gaza Ark", iniziativa canadese per la costruzione di una nave nella Striscia per trasportare beni lungo la costa. Al gruppo svedese, si uniranno quattro italiani in partenza da Napoli. L'obiettivo è rompere il rigido blocco contro Gaza che secondo gli attivisti è una forma di punizione collettiva contro la popolazione e il governo di Hamas, una pena illegale secondo il diritto internazionale che impedisce a quasi due milioni di persone di vivere dignitosamente.

La Nirenstein contro De Magistris. In una nota pubblicata oggi, Fiamma Nirenstein, vice presidente della Commissione Esteri, critica il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris per l'appoggio che il suo Comune ha dato alla manifestazione e alla Freedom Flotilla:
"È con estrema preoccupazione e sconcerto che apprendo che il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha concesso il patrocinio del comune all'Associazione 'Ship to Gaza Sweden' legata al movimento Freedom Flotilla che organizza la missione della nave Estelle per forzare il blocco navale che Israele chiede di rispettare in risposta ai ripetuti atti ostili che giungo dal territorio amministrato da Hamas, un'organizzazione integralista islamica nella lista dell'Unione Europea delle organizzazioni terroriste che domina interamente il territorio di Gaza ed è devota alla distruzione dichiarata dello stato d'Israele e di tutti gli ebrei. Sono praticamente quotidiani i lanci di missili verso le città israeliane e dall'inizio del 2012 fino allo scorso settembre ne sono stati sparati ben 381 contro i civili, è anche accertata la quotidiana preparazioni di attacchi terroristici contro Israele e le dichiarazioni dei leader di Hamas sono pura istigazione all'odio e al terrore, giorno dopo giorno. Cercare di portare aiuto a Gaza compiendo l'atto ostile dell'uso di vie non certificare equivale senza ombra di dubbio a un gesto di folle ostilità contro l'esistenza stessa di Israele. Nella comunicazione ufficiale il Sindaco conferma di condividere le finalità dell'iniziativa e da alcuni giorni sul sito web del Comune è stato pubblicato il link della Freedom Flottilia, organizzazione che sostiene nel suo manifesto la delegittimazione di Israele e che annovera tra i suoi sostenitori associazioni caratterizzatesi negli anni per le loro posizioni estremiste ed antisemite quali Guerrillaradio, Infopal e Terra Santa Libera. [...]".

Il programma a Napoli.

Giovedì 4 ottobre alle ore 15, Molo Beverello: arrivo della Estelle e benvenuto a Napoli con la Banda Baleno.

Venerdì 5 ottobre dalle 18 in poi, Molo Beverello: proiezione del reading movie "Restiamo Umani", dagli articoli che Vittorio Arrigoni scrisse da Gaza durante l'Operazione Piombo Fuso. Interverranno Maria Elena D'Elia (coordinatrice della Freedom Flotilla Italia), Dror Feiler (portavoce della campagna "Ship to Gaza") e un membro del coordinamento "Freedom Flotilla Italia-Napoli per Estelle".

A seguire concerto con Marco Messina (99 Posse), Loredana Antonelli, 'E Zezi Gruppo Operaio, Carmine D'Aniello e la Compagnia Daltrocanto.

Sabato 6 ottobre, ore 12, marcia da Piazza del Gesù al Molo Beverello per salutare l'Estelle. Nena News