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Ciao Ragazzi, Ciao.

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"L'emergenza Nord-Africa", che ha visto l'arrivo in Italia di decine di migliaia di migranti costretti dal conflitto in Libia a abbandonare lavoro, famiglia e ogni avere per imbarcarsi col solo scopo d'avere salva la vita, è destinata a finire il prossimo 28 febbraio. E' in questa data che le strutture di accoglienza chiuderanno le porte in faccia a migliaia di persone, donne, uomini e famiglie. Le stesse strutture che (come quelle presenti sul territorio campano) non hanno minimamente provveduto, salvo qualche rara eccezione, ad alcuna forma di mediazione culturale, integrazione linguistica e sociale, assicurando solo in minima parte l'assistenza sanitaria, per non parlare di vitto scadente, assenza di acqua calda e riscaldamento, continui disservizi ai quali, spesso, non è stato possibile neanche ribellarsi perché costantemente intimoriti dalla vergognosa minaccia d'essere rimpatriati.

Nessuna politica di integrazione lavorativa o di inserimento abitativo, nessuna politica funzionale all'autonomia e all'integrazione dei rifugiati nel tessuto socio-lavorativo del paese, solo sfruttamento e migliaia di persone costrette ai margini della società, ancora legate a lunghe, esasperanti e disorganizzate procedure di rilascio di permessi di soggiorno e titoli di viaggio. Uniche concessioni di un governo evidentemente incapace di gestire il fenomeno in modo serio ma perfettamente in grado di dar vita all'ennesimo giro di affari da migliaia di euro che ha fatto gola ai soliti speculatori.

In un anno e mezzo di accoglienza è stato stanziato circa 1 miliardo e 300 milioni di euro (46 euro a persona per ogni giorno di ospitalità, oltre 1.300 euro al mese per ogni profugo) che, però, vista la scarsità dei servizi offerti agli "ospiti", sono evidentemente finiti in via esclusiva e diretta nelle tasche di albergatori e strutture di accoglienza improvvisate designate dalla protezione civile.

Unica previsione di percorso di uscita da questo sistema di "accoglienza" è una somma di 500 euro a testa, una buona uscita, un contentino per zittire ancora una volta queste persone. Persone giunte sulle nostre coste nel più completo disorientamento, totalmente abbandonate a sé stesse in questa accoglienza all'italiana durata il tempo utile per racimolare un po' di investimenti pubblici, e ora gentilmente invitate ad accomodarsi all'uscio della porta. Finito il gioco, buttato via il giocattolo.

La peculiare gestione di quest' accoglienza, basata sull'ennesima retorica emergenziale, rappresenta, purtroppo, solo una delle tante testimonianze provenienti dalla realtà quotidiana che ci dimostrano quanto si è ancora lontani da un ideale sociale di multiculturalità ricca ed integrata. La disinformazione mediatica, il disumano sfruttamento lavorativo dei migranti nei campi e nel lavoro nero più in generale, gli episodi di xenofobia sempre più frequenti, sono tutti elementi che restituiscono l'idea di quanto l'Italia abbia la memoria corta e di come di civile, queste democrazie occidentali, abbiano ben poco.