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Piovono bombe sioniste su Gaza!

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gaza massacroNuovo attacco dell'esercito sionista nella striscia di Gaza a colpi di aerei F-16. Tre raid sono stati effettuati nella notte contro tre presunti "siti terroristici". Tre raid che significano anche il primo attacco da novembre, da quando l'operazione Pillar of Defence riportò all'onore delle cronache la violenza quotidiana che l'IDF impone manu militari ad una popolazione sotto assedio.

L'attacco è stato effettuato, a quanto asserisce lo stato sionista, in risposta ai colpi di mortaio lanciati da una formazione vicina ad Hamas; ma in realtà sono stati gli scontri esplosi in diverse zone del paese (in seguito alla notizia della morte in carcere del prigioniero politico Abu Hamdiya) il vero motivo della rappresaglia. Pare non ci siano stati fortunatamente né morti né feriti tra i gazawi.

Vale sempre ripeterlo in questi casi: è' evidente che l'obiettivo politico sionista sia non quello di far cessare il lancio di razzi, quindi di natura militare/strategica, bensì quello di continuare ad indurre nei palestinesi comportamenti da popolazione sconfitta, da subordinati alla potenza militare dell'IDF, un obiettivo politico da perseguire con l'assedio alla Striscia.

Una tattica che si è infranta però negli ultimi anni contro la determinazione degli abitanti di Gaza che resistono alla morte che arriva dal cielo. Non da ultimo il fallimento dell'operazione Pillar of Defense nello scorso novembre è stato manifesto a tutti: tranne che ai media compiacenti che parteggiano in maniera acritica da sempre per "l'unica democrazia del Medio Oriente".

Mentre giungono notizie di movimenti di mezzi blindati israeliani in prossimita' della fascia est del territorio di Gaza, ancora una volta c'è da stringersi al fianco della popolazione di Gaza e di ricordare che oggi lo stato sionista non ha rotto il cessate il fuoco: bensì ha intensificato una guerra permanente che nessuna pagliacciata buona per il mainstream potrà offuscare quando prende le fattezze dei suoi aerei e dei suoi tanks, ma che purtroppo è dimenticata nelle violenze giornaliere dei checkpoint e dell'occupazione in generale..

tratto da http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/7365-ricominciano-le-bombe-sioniste-su-gaza

Yaalon alla Difesa: "La Palestina è un cancro".

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NEWS 108174di Emma Mancini

Betlemme, 18 marzo 2013, Nena News - Trovano la prima conferma ufficiale i timori che il nuovo esecutivo ultranazionalista israeliano sarebbe stato espressione di forze intenzionate a intensificare la repressione nei Territori Occupati e affatto interessate a riprendere il dialogo con l'Autorità Palestinese: ieri il premier Benjamin Netanyahu ha nominato ministro della Difesa Moshe Yaalon, ex capo dell'esercito israeliano e vicepremier, membro del Likud e braccio destro di Bibi negli ultimi quattro anni.

Uomo dell'establishment della destra e della potente lobby dei coloni, impegnato nell'IDF dalla guerra dello Yom Kippur, fu coinvolto nel 1088 nell'assassinio a Tunisi di Abu Jihad, fondatore di Fatah. Capo dell'IDF dal 2002 al 2005, in piena Seconda Intifada, ordinò bombardamenti, innumerevoli raid e continui coprifuoco contro le città palestinesi e salì al disonore delle cronache nell'agosto 2002 quando definì il popolo palestinese "un cancro da estirpare". Aggiungendo: "Ci sono diverse soluzioni contro il cancro: alcuni dicono che è necessario amputare gli organi, ma io al momento sto applicando la chemioterapia".

Dichiarazioni a cui ne seguirono altre altrettanto preoccupanti: nel 2009 durante una convention d Manhigut Yehudit, gruppo di ultradestra espressione del movimento dei coloni, definì il piano del 2005 di ritiro delle colonie a Gaza Peace Now "un virus". "Ci siamo abituati a permettere agli arabi di vivere ovunque, in Negev, in Galilea, a Nablus a Jenin, mentre ci sono aree in cui gli ebrei non sono autorizzati a vivere. Secondo me, gli ebrei possono vivere ovunque nella Terra di Israele. Prima di tutto, ogni colonia deve essere riconosciuta dalle autorità".

Più recentemente, Yaalon - strenuo sostenitore della colonizzazione selvaggia dei Territori Occupati e contrario a qualsiasi forma di congelamento dell'espansione coloniale in Cisgiordania - ha espresso tutta la sua disapprovazione per la possibile creazione di uno Stato di Palestina e definito il governo di Ramallah un partner affatto affidabile nel processo di pace. Così, il Ministero della Difesa ha detto addio ad un campione di violazione dei diritti umani, l'ultranazionalista Ehud Barak, e dà il benvenuto ad un leader ancora più bellicoso.

Ma solo nel cortile di casa. Yaalon sarebbe infatti impegnato nello spegnere i bollenti spiriti del premier Netanyahu e i suoi piani di intervento armato contro l'Iran. Seppure in pubblico abbia detto di sostenere le posizioni di Bibi e abbia definito il programma nucleare di Teheran una priorità per la sicurezza israeliana, in privato avrebbe fatto ripetute pressioni sul primo ministro perché concedesse più tempo agli sforzi diplomatici occidentali.

Proprio la sua conoscenza della regione, avrebbe spinto Netanyahu ad assegnarli la Difesa: "In un periodo così difficile per la sicurezza dello Stato di Israele, con l'intera regione in tempesta - ha detto Bibi in un comunicato ufficiale - è importante dare un simile ruolo ad un uomo così ricco di esperienza".

Il viceministero della Difesa è stato assegnato a Danny Danon (Likud), che con Yaalon condivide il non troppo recondito desiderio di spazzare via dalla mappa quel che resta della Palestina storica. Ai due rappresentanti del movimento dei coloni, se ne aggiunge un terzo: il nuovo ministro delle abitazioni, Uri Ariel, braccio destro di Bennett in "Casa Ebraica" e colono ultranazionalista.

L'inviato speciale delle Nazioni Unite, Robert Serry, aveva recentemente commentato la possibilità che Ariel ottenesse tale ministero, dicendosi certo che i Territori avrebbero assistito impotenti ad un'ondata di nuove colonie e espansioni delle esistenti.

tratto da Nena News

Pillar of Clouds: Gaza - Il racconto e le voci palestinesi

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Gaza: Il racconto e le voci palestinesi durante l'attacco dell'esercito israeliano denominato "Pillar of clouds", cominciato il 14 novembre 2012. Quattro anni dopo "Piombo Fuso" un altro attacco devastante contro una popolazione che resiste malgrado sia assediata con le armi e con l'embargo.

A Gaza preferisco la prigione

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030622refusenikMentre 75.000 riservisti rispondono alla chiamata alle armi in vista di una possibile ulteriore recrudescenza dell'attacco a Gaza, Natan Blanc, diciannovenne di Haifa, preferisce la prigione all'arruolamento nell'esercito.

Il giovane, chiamato a prestare i tre anni di leva obbligatoria a partire da oggi, si è infatti presentato in mattinata all'ufficio di reclutamento e attende ora di essere giudicato da una corte militare.

In una lettera, ha spiegato le ragioni del suo gesto, riconducibile a quanto sta avvenendo a Gaza in questi giorni.

«Ho cominciato a pensare di rifiutare l'arruolamento nell'Idf durante l'operazione "Piombo fuso" nel 2008- ha scritto - L'ondata di militarismo aggressivo che ha pervaso il paese, le manifestazioni di odio reciproco e la retorica fondata sulla necessità di sradicare il terrorismo e creare un effetto deterrente sono le cause del mio rifiuto.

Oggi, dopo quattro anni di terrore, senza un processo di pace e senza quiete né a Gaza, né a Sderot, è chiaro che il governo Netanyahu, come quello del suo predecessore Olmert, non è interessato a trovare una soluzione per risolvere l'attuale situazione, ma intende piuttosto preservarla. Dal loro punto di vista, non c'è nulla di sbagliato nell'inaugurare una nuova Operazione Piombo Fuso ogni due o tre anni: parleremo di deterrenza, uccideremo qualche terrorista e prepareremo il terreno per una nuova generazione piena di odio, da una parte e dall'altra.

Come rappresentanti del popolo, i membri del governo non hanno il dovere di presentare la loro visione del futuro del paese e possono continuare con questo sanguinoso ciclo, senza che se ne intraveda una fine. Ma noi, come cittadini ed esseri umani, abbiamo il dovere morale di rifiutarci di partecipare a questo gioco cinico. Ecco perché mi rifiuto di essere arruolato nell'esercito».

19 Novembre 2012

Natan Blanc

Natan può essere contattato a questo indirizzo email This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Per sapere di più sul movimento dei refuseniks: www.yeshgvul.org , http://www.couragetorefuse.org/english

Aiutateci a non lasciare Gaza da sola

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NEWS 77738Mercoledì, 14 Novembre 2012

Alle 15.35 di oggi Gaza è stata scossa da molteplici attacchi militari israeliani lanciati da droni, elicotteri apaches, caccia F16 e navi militari. Una delle prime persone uccise è stata Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell'ala militare di Hamas. Le fazioni palestinesi hanno giurato vendetta e i militanti hanno sparato dozzine di razzi verso Israele. Dopo il primo attacco, le forze aree israeliane hanno condotto più di 50 bombardamenti su tutta la Striscia di Gaza che hanno causato almeno 8 morti, compresi 2 bambini e un neonato. Il Ministro della Salute ha inoltre dichiarato che più di 90 persone sono state ferite.

Cresce il timore che Israele possa lanciare un'offensiva di terra su larga scala, paura alimentata dal lancio di volantini nel Nord della Striscia da parte dell'esercito israeliano che annunciavano un'imminente invasione via terra dell'area.

Israele ha lanciato l'operazione denominata "Pillar of Defence" questo pomeriggio con l'uccisione mirata di Al Jabari la cui macchina è stata bombardata nell'area di Thalatin a Est di Gaza City. Mohammad Al-Hams, la guardia del corpo di Al Jabari che viaggiava con lui in macchina è rimasto gravemente ferito ed è morto poco dopo in ospedale. In seguito a questo attacco, una serie di bombardamenti è stata lanciata in tutta la Striscia di Gaza, colpendo aree abitate a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza'a, al Bureij.

Le navi da guerra israeliane sono entrate nel mare di Gaza e si sono posizionate vicino alla costa, sparando verso terra. Verso le ore 20, le forze navali israeliane hanno sparato tra i 12 e i 15 colpi di artiglieria verso la base navale di Hamas a nord ovest del campo rifugiati di Shati a Gaza City. Si moltiplicano le ipotesi secondo cui l'offensiva si prolungherà per diversi giorni e il Primo Ministro israeliano ha dichiarato che è pronto a espandere l'operazione. In una conferenza stampa tenuta oggi il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato: "le provocazioni che abbiamo subito e il lancio dei razzi verso gli insediamenti nel sud di Israele ci hanno costretto a intraprendere quest'azione. Voglio che sia chiaro che i cittadini israeliani non ne subiranno le conseguenze. L'obiettivo è di fermare i razzi e danneggiare l'organizzazione di Hamas". Nonostante ciò, la maggior parte delle vittime di questo attacco sono state civili. La popolazione di Gaza si è rifugiata nelle case e il personale della maggior parte delle organizzazioni internazionali è sotto coprifuoco.

Gli ospedali di tutta la Striscia sono stati invasi dalle vittime degli attacchi. Nella conferenza stampa tenuta di fronte all'ospedale Al Shifa, il Dr Mafed El Makha El Makhalalaty, Ministro della Salute, ha spiegato che gli ospedali soffrono delle carenze causate dalla prolungata chiusura della Striscia di Gaza e dal crescente numero di attacchi avvenuti nelle ultime settimane, in cui molti bambini sono stati uccisi. Gli attacchi di oggi hanno lasciato gli ospedali privi di medicine e forniture mediche. Inoltre, ha sollecitato un intervento immediato da parte della comunità internazionale per fermare il massacro.

La stampa araba riporta che gli ospedali nel Sinai sono stati posti in stato di allerta per affrontare l'emergenza e ricevere i feriti di Gaza.

La popolazione terrorizzata di Gaza sta subendo i continui attacchi di droni, bombardamenti, fuoco navale di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata. Rimane imprigionata all'interno della Striscia di Gaza e costituisce un facile obiettivo nella guerra controllata a distanza.

Ci rivolgiamo alle persone di coscienza in tutto il mondo perché si oppongano a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi.

La comunità internazionale deve intervenire con urgenza per fermare questi violenti attacchi.

Per maggiori informazioni, contattare:

Adie Mormech +972(0)592280943

Gisela Schmidt Martin +972(0)592778020 blipfoto.com/GiselaClaire

Joe Catron +972(0)595594326

Julie Webb-Pullman +972(0)595419421 todayingaza.wordpress.com

Lydia de Leeuw +972(0)597478455 asecondglance.wordpress.com

Meri +972(0)598563299

Adriana +972(0)597241318

Siamo un gruppo di internazionali che vivono nella Striscia di Gaza e lavorano negli ambiti del giornalismo, dei diritti umani, dell'educazione, dell'agricoltura. Cerchiamo di difendere e promuovere i diritti della popolazione civile palestinese di fronte all'occupazione israeliana e alle operazioni militari. Oltre ad essere noi stessi testimoni oculari, raccogliamo informazioni dalle nostre reti personali in tutta la Striscia di Gaza, dai media locali, dal personale medico e dalle ONG internazionali presenti a Gaza.

Verifichiamo ciò che divulghiamo e speriamo che i nostri resoconti possano contribuire a rendere più accurata la copertura mediatica della situazione di Gaza.